
Che l’Italia sia il paese dei paraculi lo sanno tutti, non c’è nessuna novità in questo.
Adesso però le proteste arrivano da fuori confine, probabilmente perché in Italia manco ci rendiamo conto delle cose che succedono, e chi protesta molto probabilmente ha tutte le ragioni per farlo.
Ovviamente mi sto riferendo a questa notizia, per la quale oramai forse gli italiani non ha neanche più ricordo… Perché tra Napoli, la spazzatura, i rom, ecc… tutto il resto passa in secondo piano.
Parlavo di paraculi, ovvio, in questo caso Alitalia è paraculata dallo Stato, lo stato siamo noi. Ma chi ha voglia di prendersi carico di questo disastro italiano? Nessuno ovviamente, la fantomatica cordata non si vede all’orizzonte e questi benedetti 300 milioni non cadono dal cielo… cadono dalle nostre tasche…
Le accuse e le denunce fatte arrivano dal numero uno di British Airways e dal numero uno di Ryanair che giustamente sostengono che non ci devono essere aiuti statali per una compagnia aerea segnata da un destino sempre più imminente di fallimento. A maggior ragione ora con il prezzo del petrolio alle stelle è ovvio che non riuscirà a far fronte ai costi. Grazie soprattutto all’ottima gestione della compagnia abbiamo assistito a sprechi immensi totalmente insensati, e adesso lo Stato , cioé noi, dovremmo salvarla? Ma non fate ridere… Facciamo una bella cosa, perché i grandi manager che hanno aiutato questa fuoriuscita di capitali non mettono il loro stipendio e liquidazioni ricevute per cercare di riparare alle cazzate che han fatto? Caro Amico (Cimoli) per esempio potresti cominciare a restituire i tre milioni che hai rubato… e a ruota tutti gli altri, non si recupereranno magari i 300 milioni ma son fiducioso che una buona parte rientri…
Io di tasca mia non ci penso proprio… anzi a questo punto potrei chiedere allo stato se mi dà dei soldi per sistemare il mio di bilancio…
saluti Nichilisti.
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